La frutta non è più solo da mangiare ormai, lo sa bene H&M che ha deciso di lanciare per questa primavera/estate una collezione di vestiti e stivali realizzati con seta d’arancio e pelle di ananas. Il colosso della moda low cost ha creato la collezione “Conscious Exclusive 2019” realizzata appunto con tessuti le cui fibre derivano dalla frutta. Questo progetto si propone come obiettivo di riuscire a basare tutte le collezioni su risorse ecosostenibili entro il 2030. Un piano ambizioso ma che crediamo possibile in prospettiva di un futuro più “eco” in tutti gli aspetti della nostra vita.

Questa iniziativa sembra la risposta all’aumento della domanda di abbigliamento e accessori vegan, una tendenza moda etica, ecosostenibile e che fa bene al mondo, strizzando sempre l’occhio a quelli che sono i trend moda del momento. C’è da riflettere sul fatto che il settore della moda e del tessile è secondo soltanto al petrolio a livello mondiale per tasso di inquinamento ambientale. L’acquisizione delle materie prime, la produzione tessile, lo smaltimento del prodotto, in sintesi il ciclo produttivo dei prodotti della moda e del fast fashion, in particolare, creano un forte impatto ambientale. Fast fashion vuole dire consumo rapido e a basso costo e comporta un aumento della produzione tessile, con conseguente domanda di fibre a basso costo, una notevole diminuzione dei prezzi e, infine, una minore consapevolezza da parte dei consumatori.

Quali sono i materiali più all’avanguardia nati per abbattare l’impatto ambientale? Chiamati anche “tessuti green”, tra i filati innovativi troviamo Orange Fiber. Si tratta di un filato che proviene dagli scarti dell’industria alimentare, in particolare dalle bucce d’arancia. Orange Fiber è riuscita a creare un filato di alta qualità attraverso un processo di chimica verde che prevede l’estrazione dalla scorza della cellulosa che poi viene spedita in Spagna, dove viene filata, e rientra in Italia per la tessitura a Como. Esclusivo, made in Italy, setoso e impalpabile, per questo anche detto seta vegan. È nata anche una collaborazione unica: la Ferragamo Orange Fiber Collection. Salvatore Ferragamo ha colto per primo l’essenza e le potenzialità espressive del tessuto da agrumi, dando vita ad una fresca Capsule Collection, omaggio alla creatività mediterranea.

Altro materiale innovativo è senza dubbio Piñatex, tessuto creato dalle fibre delle foglie di ananas, coltivato nelle Filippine. Realizzato da Carmen Hijosa, imprenditrice spagnola e soprattutto esperta di pelletteria che è riuscita ad ottenere questa sorta di pelle vegan con cui vengono realizzate giacche e stivali. Rispetto alla pelle, è totalmente sostenibile, infatti per fare un metro quadro di Piñatex ci vogliono circa 460 foglie. Secondo i calcoli di Hijosa con gli scarti dei 10 Paesi produttori top di ananas potrebbe essere sostituito il 50% della pelle in produzione nel mondo. Piñatex è stato usato da 500 aziende di moda dalla sua nascita nel 2015, tra queste Hugo Boss che ha potuto realizzare le sue sneakers vegan.

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         H&M Conscious Exclusive / seta d’arancia

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H&M Conscious Exclusive /  Pelle di ananas

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Orange Fiber / seta d’arancia

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Piñatex / pelle di ananas

Interessante anche il Tencel, fibra ecologica derivata dalla rigenerazione della cellulosa di legno. Le pratiche agricole di Tencel sono state dichiarate come sostenibili: elimina gli impatti ambientali negativi dell’elaborazione tradizionale delle fibre, questo grazie all’utilizzo di nuove tecnologie sostenibili e processi di estrazione chimici a base di solventi non dannosi per l’ambiente e riciclabili.

Altro materiale è il Bloom Foam, materiale simile al cuoio realizzato con le alghe. Una sorta di schiuma composta da alghe raccolte da bacini o fiumi inquinati a rischio di sovraccarico algale. I rifiuti chimici riversati nelle acque hanno al loro interno sostanze molto dannose come nitriti e fosforo che finiscono col dar luogo a uno sviluppo incontrollato di alghe che, a loro volta, rilasciano tossine che alterano l’ecosistema del luogo con grande pericolo per flora e fauna.

Merita di essere citato, il Vegea Textile, eco-tessuto made in Trentino. Nasce dagli scarti dell’uva grazie ad un processo innovativo e sostenibile che trasforma la vinaccia in un tessuto “vegano” a basso impatto e cruelty-free.

C’è il Bionic Yarn, ecologico e resistente, è stato ottenuto da due giovani di New york tramite l’unione di plastica riciclata insieme a fibre sintetiche o tessili naturali. Le bottiglie utilizzate vengono raccolte, fuse insieme e divise in fibre, poi filate creando quello che viene chiamato “yarn-core“, attorno ad esso viene avvolto uno strato protettivo finale. Distribuito in diverse tipologie: una di queste è un filato morbido ed elegante.

Sempre dal mondo vegetale, arriva la Soybean Protein Fiber, una fibra tessile derivante dalla soia post-oliatura. Partendo dalla soia distillata e raffinata, viene estratta una proteina sotto forma di liquido. Questo viene sottoposto a polimerizzazione che ne modificano la struttura e in seguito viene cotto per produrre filato. Il materiale ottenuto dalla cottura viene tagliato e termoformato. Il tessuto ottenuto risulta morbido, permeabile all’aria e all’umidità.

Soia, ma anche mais per produrre la Corn Fiber, materiale ecologico ottenuto dallo zucchero del mais. Tramite alcune lavorazioni, dallo zucchero di mais, amidi e legumi, si ottiene l’acido poliattico, un polimero che produce tessuti resistenti all’umidità, al calore e traspirante. I residui della lavorazione vengono utilizzati per diventare fertilizzanti. Il tessuto risulta delicato e leggermente rigido, per questo e per la capacità di isolare è indicato per essere utilizzato in campo edile, nei cappotti, nei solai. Nell’abbigliamento, risulta utile per imbottire materassi, cuscini e divani.

Dagli scarti dei gamberi viene, invece, estratto il chitosano, che mescolato a fibre come lino, cotone e lana crea un tessuto ecologico. Antiallergico e biodegradabile, il Craybon è permeabile all’aria, assorbe l’umidità e protegge la pelle dalle allergie. È indicato per indumenti intimi, per adulti e bambini, per tessuti medici e materassi.

Grazie alle nuove tecnologie, tutti i grandi del mondo della moda, incluso H&M, stanno cercando di diffondere una consapevolezza ecologica, a sostegno di un consumo orientato alla sostenibilità. Dovremmo, quindi, tenere ben presente che fast fashion è solo apparentemente sinonimo di vestiti economici, portando con sé invece un costo umano, sociale e ambientale enorme.

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Tencel / fibra ecologica legno

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Bloom Foam / materiale alghe

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Vegea Textile / eco-tessuto vinaccia

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Bionic Yarn /eco-filato bottiglie di plastica

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Soybean Protein Fiber / fibra tessile soia post-oliatura

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Craybon

Leggi l’articolo dedicato ai trend per il 2019.