Nel pieno dell’emergenza del coronavirus diverse aziende e designer di moda hanno realizzato mascherine usando tessuti e materiali particolari.

Se da un lato c’è stato chi ha progettato mascherine innovative e futuristiche, dall’altro c’è chi ha sfruttato questo momento per sperimentare tecniche e giocare con forme iperrealistiche, immaginando mondi fantastici.

Tra le tante mascherine viste sul web, quelle in knitwear di Ýrúrarí Jóhannsdóttir ci hanno lasciato a bocca aperta.

Ýrúrarí, designer islandese di Reykjavík, ha studiato moda alla Glasgow School of Art in Scozia. La sua passione per il lavoro a maglia l’ha spinta, negli anni passati, a realizzare elementi 3D in lana da aggiungere ai maglioni di seconda mano.

yrurari, mascherine coronavirus, knitwear

La designer ci ha raccontato che ha iniziato a realizzare queste mascherine all’inizio di Aprile, quando il virus ha toccato il suo apice in Islanda.

Prima del lockdown in Islanda, Yrurari stava lavorando a un progetto di upcycling fashion sui maglioni riciclati, collaborando con i negozi di seconda mano della Croce Rossa d’Islanda per la Design March a Reykjavík. Visto che l’evento è stato spostato a fine giugno, la designer ha iniziato a spaziare con la fantasia creando le sue mascherine “fantastiche”.

Un’idea che parte dai sui lavori precedenti: trasformare in pezzi d’arte qualcosa di normale e che si indossa nel quotidiano.

In questo periodo le mascherine stanno diventando necessità e sono entrate a far parte della nostra vita. Così, Ýrúrarí, ha pensato che potesse essere interessante tradurre le espressioni del viso in forme particolari, ispirandosi agli eventi attuali.

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Ne è venuta fuori una piccola linea di maschere a maglia apprezzata in tutto il mondo. Nella sua mente era solo un modo per trascorrere il tempo, una sorta di esercizio di stile. Non si aspettava che diventassero così popolari in giro per il mondo.

Il soggetto principale delle sue mascherine in lana è la lingua in 3D che vediamo spuntare da bocche enormi.

Visioni fantastiche che trasformano il viso. Bocche con denti enormi e l’apparecchio per i denti, diventato popolare tra i giovanissimi; lingue grottesche che fanno diventare chi le indossa un personaggio di un film di Tim Burton.

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La designer Ýrúrarí ci ha raccontato che le sue maschere non sono fatte per proteggere dal virus, sono più simili a sculture indossabili. Questo suo progetto è un approccio divertente alla regola del mantenimento della distanza e potrebbero essere considerate una copertura per le mascherine certificate contro il coronavirus.

La stessa Ýrúrarí pensa che ‘‘se sembri abbastanza spaventoso la gente starà lontano! Sono molto contenta delle risposte avute per le mie maschere e sembrano dare alla gente delle risate, dei sorrisi, il che è semplicemente fantastico”.

“Questo è un buon momento per diffondere un po’ di gioia mentre continuiamo a seguire tutte le misure di sicurezza: prendersi cura l’uno dell’altra e attendere che questo finisca”.

Anche se non adatte a proteggerci dal virus, le maschere scultura sono un ottimo strumento contro la tristezza.

Ricordiamoci di ridere, sempre!

Date uno sguardo al suo profilo Instagram: yrurari, è pieno di particolarissime creazioni.

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