Intro

Intraprendente, metodica e volenterosa. Così si presenta Giulia Boccafogli.

Laureata a Firenze in Architettura, Giulia Boccafogli intraprende dal 2006 il sentiero esclusivo della moda che l’ha portata nel giro di pochi anni ad abbandonare la carriera di progettatrice edile e d’interni e a dedicarsi agli studi sui materiali e sulle lavorazioni alternative.

Amante del lavoro artigianale, Giulia progetta, disegna e realizza personalmente le sue collezioni.

Per conoscere meglio la stagione PE16 targata Giulia Boccafogli, incontriamo a Milano la designer bolognese.

Parlaci della tua nuova collezione.
Suture è la nuova linea creata appositamente per la stagione PE16. In questa collezione le cuciture, o meglio le suture, rappresentano per me una metafora formale di temi intimi e profondi, come solo i legami di vita possono essere. La caratteristica strutturale della linea è che ogni pezzo può essere indossato in modo diverso, proprio per collegare diverse parti del corpo. Versatilità e vestibilità sono le caratteristiche principali di questa collezione, interamente realizzata in pelle e caucciù, mentre le parti metalliche sono tutte in acciaio inox.

Mi dicevi prima dell’intervista che Suture non è l’unica linea per la PE16.
Per la PE16 infatti propongo una riedizione di Bodega Bay Mashua.


Una riedizione?
Sì, ho l’abitudine di aggiungere sempre qualcosa di diverso alle vecchie collezioni. Ad esempio colori o soluzioni tecniche nuove. Mashua e Bodega Bay infatti rappresentano un continuativo del mio lavoro. Bodega Bay è la linea di punta delle mie collezioni. Dal 2011 ha subito vari cambiamenti e in questa stagione ho introdotto le parti metalliche. Mashua invece è una collezione ispirata alle culture tribali e stagione dopo stagione rappresenta sempre più un modo per viaggiare attraverso le culture.


Che cosa accomuna le tue collezioni?
Ogni collezione la realizzo personalmente a mano, dalle cuciture alle frange. Le parti di taglio a vivo sono tutte finite con tintura all’acqua, che sono quelle tipiche per la pelletteria. Ma se dovessi parlare di un vero punto d’unione, posso dire che il leitmotiv delle mie collezioni è la pelle.


Invece in che cosa si distingue Suture dalle collezioni precedenti?
Suture è una collezione un pochino più concettuale, più minimale. Per questo è un po’ più lontana da quello che ho fatto finora.


Se potessi descrivere Suture con tre parole, quali useresti?
Pura, silenziosa e versatile.